26.5.11

Di lana

Anch'io avevo, qualche volta, il muso, o facevo i capricci. Ero però una bambina, e i miei musi e i miei capricci, a quel tempo, non turbavano molto mia madre. - Mi pizzica, mi pizzica! - cominciavo a dire al mattino, quando mia madre mi vestiva e mi infilava certe maglie di lana, che mi davano fastidio alla pelle. - Ma son maglie buone! - diceva mia madre. - Sono di Neuberg! non vuoi mica che le butti via! 
Le nostre maglie, mia madre le comprava << da Neuberg >> ; e se una maglia era di Neuberg, doveva per forza essere buona, soffice, e non era possibile che desse fastidio alla pelle. Le maglie, si compravano da Neuberg; i paltò si facevano fare dal sarto Maccheroni; quanto alle nostre scarpe da inverno, se ne occupava mio padre, e venivano ordinate da un calzolaio, che si chiamava << il signor Castagneri >> e aveva un negozio in via Saluzzo.
Io entravo in sala da pranzo, ancora col muso, per via della maglia di Neuberg; e mia madre vedendomi entrare scura, imbronciata, diceva: - Ecco Maria Temporala!
Mia madre odiava il freddo; ed era per questo che comprava, da Neuberg, tutte quelle maglie. Odiava il freddo pur facendo, ogni mattina, quella doccia gelata, che le piaceva. Ma il freddo, il freddo costante e penetrante dei giorni invernali, lo odiava. - Che freddo! - diceva continuamente infilandosi un golf sopra l'altro e tirandosi le maniche sulle mani. - Che freddo che fa! io non posso soffrire il freddo! - E mi tirava giù sui fianchi la maglia di Neuberg mentre io mi divincolavo. - Tutta di lana Lidia! - diceva, rifacendo il verso a una sua antica compagnia di scuola. E diceva: - Pensare che vederti con questa bella maglia calda, io mi sento tutta racconsolata.

da  Lessico famigliare_Natalia Ginzburg_1963 e 1999 Giulio Einaudi editore_Torino_pag. 42 e 43

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