29.10.10

Il cappotto












"Ecco qua Petrovič... il cappotto, il panno... ecco vedi, dappertutto, in altri posti è ben forte, certo, si è un po' impolverato, e poi sembra anche un po' vecchio, però è nuovo, ma in un posto, però, è, come dire... sulla schiena, e anche su una spalla, lo vedi?, ed è tutto qui. Di lavoro ce n'è poco..."

Petrovič

prese in mano il pastrano, lo spiegò dapprima sul tavolo, lo esaminò a lungo, scosse la testa, e stese la mano verso la finestra, per prendere una tabacchiera rotonda, col ritratto di un certo generale, quale non si sa, perché il posto dove si trivava la faccia era stato trafitto dal dito, e poi riparato con un pezzo quadrangolare di carta incollatavi sopra. Dopo aver fiutato un po' di tabacco, Petrovič allargò il pastrano sulle braccia e lo esaminò contro la luce e di nuovo scosse la testa. Poi lo rovesciò con l'imbottitura in fuori, e di nuovo scosse la testa, di nuovo tolse il coperchio con il generale incollato con la carta, si ficcò nel naso un po' di tabacco, chiuse la tabacchiera, la nascose, e finalmente disse: 

"No, non lo si può riparare. Il suo guardaroba è bell'andato".


Il cappotto - Nikolaj V. Gogol - 2008 - Mursia

 

 

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