10.9.10

Fabio Mauri















Il muro occidentale o del pianto, 1993, valigie, borse, casse, involucri in cuoio, tela e legno, pianta di edera, fotografia intelata, cm 400 × 400 × 60, Associazione per l’Arte Fabio Mauri, Roma.

L’opera, una delle più rappresentative di Fabio Mauri, è costituita da una serie di vecchie valigie di cuoio sovrapposte e composte in modo da realizzare un muro di quattro metri, dalla superficie regolare davanti e irregolare sul retro, sul quale trovano posto soltanto una piccola pianta di edera e una fotografia della sua prima performance (Ebrea) risalente agli anni settanta. Il muro, esplicito riferimento a quello di Gerusalemme, diventa il simbolo di ogni esilio, di ogni diaspora dove “un senso di trasmigrazione, una storia infinitamente iniziale del dolore del mondo si fa evidente”, come ha indicato l'artista stesso. Nel maniacale tentativo di comporre una superficie regolare attraverso la diversità dei singoli elementi, l’artista vede la possibilità di far quadrare e convivere qualsiasi tipo di diversità. (dal sito del MAXXI)


 
SPAZIO / Omaggio a Fabio Mauri

Dal 30 maggio 2010 al 23 gennaio 2011 al MAXXI_Roma



(grazie a Sonqua Bene Cistò)

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