15.8.10

Andrea






























Andrea
_Narzole (Cuneo)

Il mio armadio, a me, serve per tenerci appeso il poster di Apocalipse Now; che poi tenga anche dei vestiti dentro,  è secondario. Ora che ci penso, Apocalipse Now non è manco il mio film preferito, non so qual'è il mio film preferito, a dirla tutta, solo che aveva una bella locandina. Ricordo ancora quando l'ho comprata. Era un sabato mattina ed ero ad Alba, in un negozio di dischi, e avevo preso questo poster e un altro, molto più grande, dei Pink Floyd, quello con le cinque ragazze sedute al bordo della piscina, fotografate di schiena, con sulla schiena, dipinte, le copertine dei dischi dei Pink Floyd. E infatti quel poster è ancora lì vicino all'altro, solo, è sul muro accanto all'armadio.
Il mio armadio, mi viene da dire, è un po' da bambino. In effetti è da quando stavo ancora nell'altra casa che ho gli stessi mobili, in camera. E dall'altra casa sono venuto via, a malincuore, ormai dieci anni fa. Forse però solo io lo vedo un po' da bambino, l'armadio; in realtà è normalissimo. Di legno, bello grande e imponente, le maniglie nere, cassettiera sotto, ante sopra. Sarà il fatto che io me lo ricordo nella mia vecchia cameretta, nella mia vecchia casa... e solo a parlarne mi vien già su la nostalgia.
Non ho molti vestiti, non ne ho mai avuti tanti, e non ho mai voluto contarli per la vergogna di rendermi conto di averne così pochi. Ma proprio non mi interessano. Delle volte me lo dico: "certo che una maglia nuova la potrei anche comprare" ma niente, poi  non ci penso più. Fino a 16 anni, io, e mi fa un po' strano a dirlo, non ho mai messo un paio di jeans. O meglio, li mettevo da piccolo, quando me li prendeva mia madre, ma già allora, mi piacevano mica. Non lo so perché, non lo sapevo e non lo so ancora adesso. Poi un giorno, quando avevo sedici anni, ne ho comprato un paio. E son tornato a mettermi i jeans, così, perché mi andava. Ora ci sono quasi solo jeans, nell'anta dei pantaloni. Mi ricordo che anche i miei compagni non riuscivano a capire: "Ma perché non ti metti mai i jeans?" "Boh" e stringevo le spalle.
Sopra l'anta dei pantaloni, che é quella a destra in basso, c'é quella che io non so come chiamarla. L'anta segreta, ecco. Ci ho pensato ora a questo nome, ma non é che mi soddisfi molto, però va bene per continuare il discorso. E' l'anta dove ci sono delle borse, di vestiti vecchi, le giacche pesanti quando fa caldo, quelle leggere o nessuna giacca quando fa freddo, lo zainetto verde fosforescente che mi hanno dato quando sono andato in Irlanda e poco altro. E' l'anta che non apro mai. Anche se, a dirla tutta, l'ho aperta proprio stamattina per cercare i pantaloni corti, quelli un po' brutti, per stare a casa. Son due o tre giorni che fa un caldo torrido, e girare per casa coi jeans mi sembra un po' eccessivo. Stamattina volevo mettermi quelli, ma non sapevo dov'erano. Ho guardato in tutto l'armadio, anche nei cassetti, che come facciano a entrarci dei pantaloni nel cassetto dei calzini non lo so, ma ho guardato pure lì. Niente. Non li ho trovati. Poi oggi pomeriggio ho chiesto a mia madre, zac, li ha tirati fuori.
E poi ci sono le due ante centrali. Il cuore dell'armadio. Lì ci sono tutte le maglie, a seconda della stagione, che metto. Stanno tutte su un piano, quello di mezzo. Sotto, le  lenzuola e le federe e sopra i piumoni, le maglie e i pantaloni pesanti. E due scatolone, bellissime, di foto e ricordi. Insomma, sono schiacciato fra le stagioni e i ricordi. Ogni volta che vedo quelle scatole di cartone mi tornano in mente dei ricordi felici, per esempio di quando andavo a tirarne giù una, la aprivo e dentro ci trovavo decine e decine di album di fotografie, di me da piccolo, di me appena nato, di me al mare coi miei, di me al mare coi miei zii, dei miei primi compleanni con gli amichetti, poi le pagelle, il diario di mia madre quando era in cinta, le foto di classe alle elementari. Qualsiasi cosa stessi facendo, quando aprivo quei due scatoloni pesantissimi, messi in alto apposta per farmeli gustare poche volte, ero tranquillo e felice.

Un anno fa avevo una maglia, a maniche corte, marrone, con un disegno sopra di una montagna stilizzata di diversi colori. Chissà dov'è, ora. Ha una storia un poco particolare, questa maglietta: l'ho indossata una volta sola, quando sono andato a Milano a trovare un mio amico che si chiama Mauro. L'avevo comprata poco prima, poi, quei due giorni lì, quando son stato da lui, me la son messa e, prima di andare via, mentre rifacevo la mia borsa, devo averla dimenticata da qualche parte, perché l'ho lasciata a casa sua. Il bello è che non me ne sono accorto nemmeno quando sono andato a casa. Per quasi una settimana non ci ho manco pensato, poi Mauro mi ha detto che sua madre l'aveva trovata e che, la prima volta che ci saremo visti, me l'avrebbe data.
Dopo quasi due mesi, al concerto dei Dinosaur Jr, ci siamo visti. Lui me l'ha riportata, e mi è rimasto impresso che era in una sacchettino trasparente che sembrava fatto apposto per tenerla ben distesa, la mia maglietta. Poi, dopo il concerto, Mauro aveva portato me e un altro mio amico nel bed and breakfast dove avremo dormito la notte. Ci eravamo già andati al pomeriggio, per posare le cose, e io avevo lasciato tutto lo zaino sotto il letto.
La notte, quando siamo rientrati, saran state le quattro, siamo andati subito a dormire. Al mattino c'era da svegliarsi presto per prendere il treno e arrivare a casa a un'ora decente, quindi abbiamo rifatto in fretta i letti, abbiamo preparato i nostri zaini, abbiamo preso le lenzuola sporche che eran da portare alla reception e, dopo aver fatto colazione, siamo andati via.
Non mi ero mica accorto di aver lasciato la maglia, ancora nel sacchettino, sotto il letto, accanto allo zaino. Me ne sono poi accorto a casa, sette o otto ore dopo, ma era un po' tardi ormai.
Ci ho pensato qualche volta, alla fine che può aver fatto quella maglia, se l'ha presa quello che dormito dopo di me in quel letto, se l'hanno trovata quelli delle pulizie, se l'hanno portata alla reception, se è stata lì per chissà quanto. Mi dispiace, perché era proprio bella e me la son messa una volta sola.
Però, sta cosa qui, che l'ho messa una volta sola e ora non so più dove sia, se ce l'abbia qualcun'altro, me la fa diventare ancora più bella.
Fatto sta che, due o tre mattine fa, ho aperto l'armadio, volevo mettermela e mi son detto: "Ma dov'è finita quella maglietta la?"
Poi ci sono arrivato.


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